Fabrizio Gatti con il libro «Bilal» ha vinto il premio Tiziano Terzani
L’inviato dell’«Espresso» ha seguito da clandestino, prendendo il nome di Bilal, l’odissea degli immigrati dall’Africa all’Occidente sognando una vita migliore
da Il Piccolo di Trieste del 21 febbraio 2008
La consegna il 17 maggio in una serata speciale
Udine. Fabrizio Gatti, autore del libro «Bilal. Il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi» (Rizzoli), è il vincitore della quarta edizione del Premio letterario Tiziano Terzani, che il 17 maggio a Udine, nel corso di una serata speciale, ricca di ospiti e testimonianze, gli sarà consegnato da Angela Staude Terzani, moglie del grande giornalista e scrittore, che presiede la giuria.
Nel libro di Fabrizio Gatti - si legge nella (...)
[ 21 febbraio 2008 ] |
Jesi - ’Alfabetica’ parla il linguaggio dell’est
da Il Resto del Carlino del 19 marzo 2007
Sulla scia dei consensi registrati lo scorso anno, l’assessorato alla cultura ha organizzato per venerdì e sabato prossimi la seconda edizione di ‘Alfabetica’. A differenza della precedente edizione, in cui furono protagonisti scrittori originari dei Paesi del Mediterraneo, quest’anno si è voluto dare spazio a letterati dell’Est europeo e dell’Albania.
In estrema sintesi diremo che venerdì alle 17, nella Biblioteca Petrucciana di vicolo Santoni, incontro e lettura di brani scritti da (...)
[ 19 marzo 2007 ] |
Libri - Palazzo Yacoubian
Storie di vita e di ordinaria corruzione al Cairo , di Francesca Corrao
da Il Manifesto del 23 marzo 2006
Una feroce critica della società egiziana in «Palazzo Yacoubian» di ’Ala Al-Aswani pubblicato per Feltrinelli
Il grande edificio che fa da cornice alla narrazione di Palazzo Yacoubian, il romanzo di ’Ala al-Aswani da poco uscito per Feltrinelli nella traduzione di Bianca Longhi (pp. 209, euro 16), sembra rappresentare in primo luogo un invito al recupero della memoria di un’epoca affascinante, quando l’Egitto con uno sforzo straordinario cercava di raggiungere l’Europa per dimostrare a se (...)
[ 24 marzo 2006 ] |
Viaggio tra gli autori tra due culture che scrivono in italiano
da Il Corriere della Sera del 4 gennaio 2005
Il primo è stato il senegalese Pap Khouma con «Io, venditore di elefanti». Un successo. Oggi la letteratura «meticcia» vanta una casa editrice che festeggia 10 anni e 100 titoli.
Gli esempi celebri si contano su più mani: da Milan Kundera scrittore ceco in lingua francese, all’indiano Salman Rushdie che pubblica in inglese, fino all’italo-americano John Fante, celebre firma degli Stati Uniti. Sono tre padri della letteratura di migrazione, la stessa che quotidianamente incontriamo in (...)
[ 4 gennaio 2005 ] |
Nella gabbia della comunità. Intervista a Nadeem Aslam
di Guido Caldiron
da Liberazione del 13 ottobre 2004
Se gli si chiede se ha paura della fatwa che potrebbe colpirlo come già accadde per Salman Rushdie, l’intellettuale angloindiano che è tra i suoi maggiori estimatori, Nadeem Aslam scherza per sdrammatizzare e sorride. Ma subito dopo ci tiene anche a aggiungere che “Al Qods”, uno dei maggiori quotidiani arabi del Medio Oriente, ha recensito molto positivamente il suo libro "scandaloso", Mappe per amanti smarriti.
Con il suo viaggio nel cuore malato di fanatismo di un pezzo della comunità (...)
[ 20 ottobre 2004 ] |
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Il sogno degli immigrati nella «Frontiera Italia» di Pietro Scaglione
da La Sicilia on line del 12 febbraio 2004
L’articolo prende il titolo dal volume scritto da due giornalisti e racconta speranze e storie di extracomunitari.
Storie di immigrati, storie di persone dignitose che sognano un futuro migliore e che fuggono da guerre, dittature o povertà. Il volume «Frontiera Italia» - scritto dai giornalisti Stefano Galieni e Antonella Patete e pubblicato dalla casa editrice «Città aperte» - racconta, con passione e con impegno civile, la vita, le aspirazioni, i sogni, i "diritti negati" degli immigrati (...)
[ 12 febbraio 2004 ] |
Quando sei nato non puoi più nasconderti. Di Maria Pace Ottieri
da Le Monde Diplomatique - giugno 2003
Edizioni Nottetempo 2003, 12 euro
di Alessandro Leogrande
Sono molti i libri che, negli ultimi anni, hanno parlato dei migranti: dei loro viaggi e della loro segregazione, delle politiche che li discriminano e delle condizioni di lavoro che subiscono. Pochi però hanno elevato «questa materia» a letteratura, facendo emergere - nel racconto di tante individualità - le sofferenze, le speranze, le vite spezzate, la voglia di preservare la propria dignità. Il libro di Maria Pace Ottieri è uno (...)
[ 3 luglio 2003 ] |
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