Una lettura attenta delle politiche a contrasto della povertà e dell’esclusione sociale, ma anche degli interventi per l’integrazione dei cittadini stranieri nei 39 Programmi attuativi 2006 dei Piani di zona 2005-2007 . Questo il risultato dei report, freschi di stampa, realizzati a cura del Servizio regionale Politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale, che entro l’autunno saranno distribuiti a tutti i Comuni emiliano-romagnoli.
Attraverso progettualità tese a una migliore integrazione sociale degli immigrati, all’accoglienze e all’sostegno ai richiedenti asili e ad azioni di lotta alla tratta da un lato e, dall’altro, con azioni di contrasto alla povertà, misure di sostegno alla qualità di vita negli istituti penitenziari e per il reinserimento di detenuti ed ex detenuti, interventi a favore delle popolazioni nomadi, i Programmi attuativi affrontano i temi strategici dell’integrazione sociosanitaria, dei ruoli istituzionali e degli strumenti locali di governo associato e integrato, dell’allineamento a livello regionale dei diversi strumenti di pianificazione locale.
Dopo una fase sperimentale, le zone sociali di ambito distrettuale si sono confermate dimensione ottimale per la programmazione territoriale delle politiche sociali. Il percorso avviato sviluppa ulteriormente il processo di riforma del sistema di welfare regionale e locale attivato dalla legge regionale n. 2/2003 per la promozione della cittadinanza sociale e la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
“Negli ultimi mesi, a partire dalla Conferenza di Firenze dello scorso maggio, il Governo ha insistito giustamente sulla priorità delle politiche per la famiglia e anche nell’ambito del disagio adulti e della povertà, molto si può fare in una dimensione non solo individuale” spiega Anna Maria Dapporto, assessore regionale alla Promozione delle politiche sociali. “Per questo è tanto più importante una lettura scrupolosa di ciò che il territorio ha prodotto in questi anni, in coerenza con quelli che sono stati gli indirizzi della Regione”.
La crescente fruizione di servizi di welfare da parte dei cittadini stranieri può rappresentare un crescente bisogno di assistenza. Per questo, a livello locale, occorre qualificare il sistema di servizi abitativi, sociali, scolastici e sanitari per tutti, con una particolare attenzione alle specificità linguistiche, culturali e religiose di cui anche i cittadini stranieri sono portatori.
Sul fronte del disagio sociale adulto, la Regione Emilia-Romagna è intervenuta da tempo rafforzando i legami di solidarietà familiare e sociale. L’estrema eterogeneità dei destinatari - dai senza dimora, alle donne sole con figli, alle famiglie numerose, ai lavoratori precari e a basso reddito, agli ex detenuti - presuppone una pluralità di risposte istituzionali, che chiamano in causa diversi settori della pubblica amministrazione attraverso strumenti che spaziano dai progetti di ispirazione europea ai servizi a bassa soglia, agli interventi di strada.
E se l’impegno finanziario, ancora limitato, verrà implementato nei prossimi anni, il coinvolgimento del Terzo settore e delle parti sociali nei progetti si è dimostrato esteso e proficuo. “Trattandosi di tematiche innovative, come gli interventi in ambito scolastico per i minori stranieri e le azioni di recupero per i prodotti alimentari vicini alla scadenza per le fasce di esclusione sociale, è utile per ogni realtà locale scoprire le azioni realizzate in ogni territorio e poter così diffondere le migliori pratiche” dichiara l’assessore . Allo stesso modo la programmazione regionale trarrà beneficio da una così attenta analisi per aggiornare e migliorare le sue scelte politiche.