Ecco cosa succede la domenica nel parcheggio del Foro Boario.
La mattina iniziano ad arrivare i furgoncini e mano a mano che passa il tempo il parcheggio del Foro Boario si trasforma in un mercato. E’ un mercato molto diverso da quello che siamo abituati a vedere il martedì e il venerdì mattina in Piazza della Vittoria e in Piazza Prampolini. Quello della domenica al Foro Boario è un mercatino dai colori, dai sapori e dagli odori di una terra a noi lontana. Una terra di cui abbiamo imparato a conoscere la gente, in particolare le donne. Un mercatino frequentato da una parte di quel 11,9% di popolazione straniera residente a Reggio Emilia. Un dato importante che ha fatto rientrare Reggio Emilia nel "Intercultural cities", il programma del consiglio d’Europa che studierà le esperienze di successo in materia di intercultura realizzate in diverse città europee.
Le ore trascorrono e il mercatino inizia a popolarsi in particolar modo da donne di origine ucraina che ricevono e inviano pacchi al paese di origine, si incontrano, parlano la loro lingua e gustano i sapori che le avvicinano alla loro terra. Queste sono le donne che durante la settimana vivono e lavorano nelle famiglie reggiane come assistenti familiari e colf. Quelle che assistono le persone non più autosufficienti. Quelle che vengono chiamate le badanti, unica risposta al momento che le famiglie hanno trovato alla crisi del welfare pubblico.
Ed ecco che fanno notizia nel loro tempo libero, a volte l’unico giorno libero che hanno durante la settimana, per essere etichettate come
stranieri dell’est che trasformano l’area in discarica.
La domenica il Laboratorio aq16 apre le porte a queste donne con il progetto
Caffè Babele dove queste persone possono stare insieme, chiacchierare, gustare il loro cibo e avere informazioni per quanto riguarda la legge sull’immigrazione.
La sera le donne rientrano nelle famiglie, il contratto collettivo nazionale prevede 24 ore di stacco dal lavoro ma sappiamo che la realtà e’ ben diversa, ed anche i furgoncini se ne vanno.
Verso le 20.00 un addetto si occupa di ripulire l’area del parcheggio, nel rispetto appunto della convivenza fra tutti. Questo e’ stato il risultato della collaborazione fra le mediatrici culturali di Caffè Babele con i furgoncini del mercatino.
Ci chiediamo come mai, se esiste il problema dei rifiuti per gli abitanti del quartiere, non siano venuti a parlarne con gli operatori del progetto per cercare insieme una soluzione. Non vorremmo che l’attacco al mercatino uscito il 17 marzo sul quotidiano locale L’Informazione, che riportava le lamentele del vicinato ,sia conseguenza di una campagna elettorale che si basa sulla criminalizzazione dei migranti e degli spazi sociali viste anche le proteste per le serate al Laboratorio aq16.
Leggiamo inoltre che una delle ipotesi potrebbe essere quella di spostare fisicamente il mercatino altrove, nell’area fiera di Mancasale. Questo significherebbe allontanare dalla vista queste persone, oltre al fatto che sarebbe difficile da raggiungere per i migranti che frequentano il mercato perche’ solitamente non usano l’automobile. Queste persone sono invisibili tutta la settimana, i loro diritti sono invisibili, e vorremmo pure non vederli durante le poche ore di non lavoro. Questo sicuramente non sarebbe una delle buone prassi che Reggio Emilia potrà scambiare da città a città come previsto dal programma del consiglio d’Europa.
Per chi fosse interessato a sapere qualcosa di più sul mercatino e Caffè Babele ricordiamo che sono stati oggetto della puntata del 30 aprile di Rotocalco Televisivo diretta da Enzo Biagi. Il servizio e’ a cura di Annarosa Macrì.
Laboratorio aq16 Reggio Emilia
Leggi l’articolo del L’Informazione del 17 marzo