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La rivolta degli immigrati nel cpt di Crotone di Giulia Veltri

Scontri nella notte tra polizia e stranieri in attesa di espulsione. Incendiata la struttura. 15 feriti, 3 arresti

da Il Manifesto del 17 luglio 2004

Crotone - Una fuga disperata e convulsa verso la libertà che in un attimo si è trasformata in una violenta rivolta costata quindici feriti, tre arresti e un numero imprecisato di danni alle palazzine del centro di permanenza temporanea di Crotone, il Sant’Anna di Isola capo Rizzuto. E’ stata una notte davvero infernale per il Cpt crotonese, in cui sono rinchiusi circa cento immigrati, tutti in attesa da giorni di essere rimpatriati perché non in regola con la documentazione di soggiorno. La rivolta, stando alle ricostruzioni degli operatori della struttura, sembra sia stata premeditata.

E’ da poco trascorsa la mezzanotte di giovedì: un’ambulanza del gruppo di volontariato della Misericordia entra nel centro per soccorrere un «ospite» colto da un malore. Gli operatori si avvicinano all’uomo, che in un lampo si appropria delle chiavi universali e fugge a più non posso verso l’uscita. La libertà, la sua meta. La paura di essere rispedito tra le miserie del suo paese d’origine e la rabbia per essere privato della sua libertà solo perché non in possesso della carta di soggiorno, è l’unico movente che spiega la sua corsa disperata. L’uomo riesce a raggiungere l’uscita. Lancia le chiavi ai compagni di sventura perché anche loro possano oltrepassare i confini del centro.

E’ l’inizio della rivolta. I carabinieri, infatti, dopo aver chiamato i rinforzi, bloccano il gruppo in fuga, non senza provocare la reazione violenta degli altri extracomunitari. Il gesto del singolo diventa la rivendicazione di tutti. Il cpt si trasforma in un campo di battaglia. Una cinquantina di immigrati, più della metà degli stranieri detenuti, avrebbe iniziato a dare fuoco ai materassi delle sale dormitorio. Alcuni avrebbero divelto gli infissi, rompendo i davanzali delle finestre per procurarsi pietre da lanciare contro le forze dell’ordine che presidiavano l’ingresso del centro, altri avrebbero tentato invano di avvicinarsi all’uscita coprendosi il volto con le lenzuola. La battaglia va avanti fino all’alba, fino a quando la «resistenza straniera» deve cede alle forze dell’ordine arrivate in gran numero.

Alla fine saranno quindici le persone ferite: sette carabinieri e due agenti della polizia, che avrebbero riportato delle contusioni di vario genere, e otto immigrati, ai quali vengono riscontrate per lo più ustioni causate dall’incendio. Tre gli immigrati (che hanno dichiarato di essere palestinesi) arrestati, ritenuti i promotori della rivolta, per quanto sono ancora in corso per accertare altre responsabilità. Due sono stati trasferiti in carcere, uno è invece piantonato in ospedale.

Nel centro di Isola Capo Rizzuto, come si diceva, sono ospitati attualmente un centinaio di immigrati in attesa di essere espulsi. Non è stato reso noto da quanto tempo sono rinchiusi al Sant’Anna, dove sarebbero approdati dopo aver transitato in altre strutture simili della Sicilia.

Il Cpt di Isola Capo Rizzuto è tenuto costantemente sotto controllo per i fattori potenziali di rischio che sono insiti in una struttura di detenzione. Fino ad oggi, comunque, non si erano mai verificati incidenti o situazioni particolari, diversamente da quanto accade invece nell’altro cpt calabrese di Lamezia Terme, oggetto di molte interrogazioni parlamentari che ne hanno chiesto più volte la chiusura per le sue «condizioni disumane», e dove l’ultima rivolta straniera in ordine di tempo si è verificata non più di un mese fa.

[ sabato 17 luglio 2004 ]

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