L’incontro della Commissione si è svolto il 7 ottobre a Roma.
Mozione della Commissione immigrazione dell’ANCI a favore della partecipazione dei residenti extracomunitari alla vita politica degli Enti locali
LA COMMISSIONE IMMIGRAZIONE DELL’ANCI
considerato che
le grandi trasformazioni sociali, economiche e politiche degli ultimi anni impongono una riflessione attenta sui principi della cittadinanza, della partecipazione, della coesione sociale e sugli strumenti di cui una pubblica amministrazione deve dotarsi per una loro piena e dispiegata applicazione;
sempre più le nostre città, come del resto tutto il mondo occidentale, rappresentano la meta di tanti cittadini stranieri in cerca di migliori opportunità e di una vita più serena, spesso in fuga da situazioni di grave difficoltà (guerre, persecuzioni politiche, povertà e carestie) presenti nei loro paesi d’origine;
la popolazione migrante di provenienza extraeuropea e residente in Italia supera oramai il 4% della popolazione;
la stragrande maggioranza delle persone immigrate intende vivere nel nostro paese e sui nostri territori rispettando le normali regole della convivenza civile e democratica;
se ad un cittadino viene richiesto il rispetto dei doveri della cittadinanza, a ciò deve necessariamente corrispondere, in uno stato di diritto, l’attribuzione di pieni diritti, tra i quali particolare importanza riveste, in una democrazia rappresentativa, il diritto di elettorato attivo e passivo;
i diritti di elettorato attivo e passivo ai cittadini extracomunitari alle elezioni amministrative sono già riconosciuti in importanti paesi come l’Irlanda (dal 1963), la Svezia (dal 1975), la Danimarca (dal 1981), l’Olanda (dal 1985) e la Norvegia (dal 1993);
tenuto inoltre presente che
il Parlamento Europeo ha introdotto in una propria risoluzione del 15 gennaio 2004 il concetto di cittadinanza civile, che permette di attribuire ai cittadini dei paesi terzi che risiedono legalmente nell’Unione Europea uno status che preveda diritti e doveri di natura economica, sociale e politica, incluso il diritto di voto alle elezioni municipali ed europee, rilevando in particolare l’importante ruolo che la cittadinanza civile può ricoprire nel favorire, attraverso un accresciuto senso di appartenenza alla comunità di residenza, positivi percorsi di integrazione;
le recenti modifiche del Titolo V della Costituzione italiana attribuiscono agli Enti locali e alle Regioni nuovi ruoli e competenze ed in particolare il nuovo testo dell’art. 114 Cost., secondo comma, recita: “i Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni sono Enti Istituzionali con propri Statuti, poteri e funzioni, secondo i principi fissati dalla Costituzione”;
lo Statuto di un Comune è il luogo che definisce il patto di cittadinanza e le regole democratiche della convivenza nella comunità di riferimento;
il Comune di Genova ha proceduto alla modifica del proprio Statuto, che oggi riconosce il diritto di elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali agli stranieri legalmente soggiornanti in Italia e residenti nel Comune che siano in possesso di carta di soggiorno, ovvero che abbiano risieduto legalmente in Italia nei cinque anni precedenti o ancora che abbiano risieduto legalmente nel territorio comunale nei due anni precedenti alle elezioni;
diversi Comuni tra cui quelli di Ancona, Brescia, Cosenza, Forlì e Venezia hanno già avviato iniziative concrete per il riconoscimento del diritto di voto dei cittadini stranieri extracomunitari residenti in elezioni a carattere amministrativo;
il Consiglio di Stato, con parere del 28 luglio 2004, n° 8007, si è espresso favorevolmente in merito alla legittimità dell’iniziativa dei Comuni che volessero, attraverso apposita modifica dello Statuto, attribuire agli stranieri extracomunitari residenti il diritto di voto attivo e passivo ai fini della costituzione dei consigli circoscrizionali di cui all’articolo 17 del d. lgs. 18 agosto 2000, n° 267 - Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali -, proprio in virtù delle competenze attribuite ai Comuni dal nuovo Titolo V della Costituzione, nonché in raccordo con le disposizioni di cui agli articoli 6 e 8 del suddetto Testo Unico e con quelle contenute nel d.l. 25 luglio 1998, n° 286 - Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero -, articoli 2 e 9
visti
la legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3 recante “Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione”;
la legge 8 marzo 1994, n° 203 di recepimento della Convenzione di Strasburgo sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale”, firmata a Strasburgo il 5 febbraio 1992;
il decreto legislativo 25 luglio 1998, n° 286 recante il “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”;
il decreto legislativo 18 agosto 2000, n° 267 recante il “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”;
la legge 30 luglio 2002 n° 189 recante la “Modifica alla normativa in materia di immigrazione ed asilo”;
il parere del Consiglio di Stato del 28 luglio 2004, n° 8007
PROPONE
a tutti i Sindaci di considerare l’opportunità di modificare lo Statuto dei propri Comuni in modo da attribuire agli stranieri extracomunitari residenti stabilmente sul loro territorio il diritto di voto attivo e passivo nelle elezioni comunali, a partire dai consigli circoscrizionali fino alle elezioni del consiglio comunale;
DA MANDATO
ai competenti organi dell’ANCI di monitorare e sostenere in Parlamento quei progetti di legge che permettano di regolamentare il diritto di voto attivo e passivo nelle elezioni amministrative agli stranieri residenti in Italia, restituendo così piena sostanza al funzionamento dei sistemi democratici locali;
ai competenti organi dell’ANCI di monitorare e sostenere in Parlamento quelle proposte di legge costituzionale che permettano, attraverso la modifica dell’articolo 48 della Costituzione, di conformare la Carta costituzionale ai sopravvenuti mutamenti delle condizioni socio – demografiche;
al Dipartimento immigrazione e politiche sociali dell’ANCI di far pervenire la presente mozione a tutti gli interlocutori interessati, in modo da favorirne la massima condivisione e diffusione possibile.