Signor Ministro, come redazione locale del progetto Melting Pot Europa siamo quotidianamente a contatto con molti migranti che vivono in questi territori e questo ci permette di svolgere un costante lavoro d’inchiesta sulle mille problematicità che comporta l’essere un cittadino immigrato. Siamo consapevoli delle difficoltà che un extracomunitario vive nei rapporti con le istituzioni, con il mondo del lavoro o con il mercato della casa.
Dall’apertura del CPT di Gradisca d’Isonzo ad oggi abbiamo potuto constatare un costante peggioramento della qualità della vita dei migranti, ora più di prima vittime di un sistema ricattatorio che li intrappola fra lavoro e relativo permesso di soggiorno. Constatiamo molto bene quale sia la correlazione fra manovalanza facilmente ricattabile e l’esistenza di una struttura come un CPT in questi territori, non sarà però scopo del nostro quesito ritornare sul tema dei Centri di Detenzione Temporanea, visto che conosciamo le prime norme varate dal Governo Italiano su questo tema, e riteniamo dunque di aver capito la posizione del governo in tema di cpt.
Invece riteniamo giusto chiedere al Ministro se e come si possa definitivamente chiudere in questo paese la vergognosa vicenda della detenzione/fermo temporaneo dei Richiedenti Asilo.
I centri di identificazione in realtà poco si differenziano dagli stessi cpt, però detengono soggetti che richiedono una protezione politico-umanitaria al nostro Governo, una categoria particolare di Migranti, a cui un paese civile non dovrebbe rispondere con il carcere, ma con la giustizia, i diritti e i doveri di un cittadino normale.
Sappiamo che da più parti si invoca e si propone una nuova legge sul “diritto d’asilo” in Italia, ci associamo a queste richieste e speriamo che almeno i Centri di Identificazione, diventino solo un brutto ricordo.
In attesa di una vostra solerte e positiva risposta auguriamo buon e intenso lavoro.