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cittadinanza > approfondimenti, resoconti, reportPacchetto sicurezza – Linea dura, ma non per le badantiLa serva serve: verso una sanatoria?25 giugno 2008
La serva serve. Sono giovani, o meno giovani, donne provenienti da Filippine, Capo Verde, paesi dell’est Europa, paesi dell’America latina, Eritrea e altro ancora. Sono donne migranti senza documenti, silenziose e pazienti lavoratrici alle quali si consegnano le chiavi di casa e non di rado affetti, come dimostrano i matrimoni tra “badanti” e anziani soli. In questi giorni di dure affermazioni, alcune peraltro di dubbia legittimità costituzionale, inserite in decreti di urgenza e disegni di legge che dichiarano guerra all’immigrazione clandestina su tutti i fronti (tempi di trattenimento nei CPT, carcere, restrizione dei ricongiungimenti, restrizioni al diritto di asilo, espulsione e CPT ance per i cittadini comunitari) le cosiddette badanti, dice oggi il Governo, sono escluse. Il Ministro Maroni nega la possibilità che siano sanate o regolarizzate le posizioni dei migranti presenti in Italia senza documenti, ma, aggiunge: "Terremo conto naturalmente di quelle situazioni che hanno un forte impatto sociale come le bandati". D’accordo Mara Carfagna: "Il giusto e doveroso giro di vite sull’immigrazione non può non tener conto del problema relativo a badanti e collaboratori domestici ancora non regolarizzati senza i quali l’Italia vivrebbe un dramma socio-assistenziale che coinvolgerebbe le famiglie con minori, anziani e portatori di handicap". Non possiamo ributtare a mare chi sta egregiamente rimpiazzando il sistema del welfare e offrendo servizi a basso costo al posto di Stato ed enti locali, poco preoccupati di fare i conti quando si parla di carceri e di nuovi CPT, ma attenti ai costi di asili, strutture residenziali per anziani ecc. Si parla quindi della possibilità di un nuovo decreto flussi che potrebbe riguardare circa 150.000 stranieri. La serva serve, quindi. Serve dividere i migranti, serve usare retoriche di guerra, serve questo pacchetto sicurezza, per controllare una forza lavoro sempre più numerosa, indispensabile e che si sta organizzando con picchetti, manifestazioni, nuove organizzazioni di sindacato biopolitico ma anche piccole strategie di resistenza come i matrimoni non proprio per amore. Un tentativo di differenziazione che pare però non fare presa sui migranti, come ci hanno mostrato le manifestazioni di Verona e di Reggio Emilia nelle scorse settimane e le mobilitazioni che negli ultimi mesi hanno attraversato il paese. |
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